Storia di un iPhone qualunque

Immaturità della tecnologia, sogni infranti e qualunquismo diffuso
Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
January 2, 2022
-
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In breve:

Approfondiamo:

La storia di oggi inizia con un sogno, un piccolo desiderio maturato negli anni e che mai, fino ad oggi, è stato possibile realizzare a causa dell’immaturità della tecnologia.

E come finisce? Forse con un lieto fine, ma con l'amaro in bocca e una tasca colma di delusioni.


“C’era una volta… un pirla. “

Un pirla sognatore che non desiderava altro che fotografare il piccolo mondo in cui vive senza doversi trascinare ogni volta uno zaino con fotocamera, obiettivi e attrezzatura varia.

Inoltre - volendo essere pignoli - per alcuni tipi di fotografia, come la street o documentaria, una fotocamera con annesso obiettivo potrebbe risultare ingombrante e, soprattutto, evidente in situazioni in cui è meglio avere un basso profilo.


La soluzione è sempre stata a portata di mano, anzi, di tasca: lo smartphone.

I problemi per cui, sino ad oggi, non è stato possibile produrre file di qualità con un telefono sono sostanzialmente due:

  • La tecnologia
  • Il mercato


Ed una è conseguenza dell’altro. 

Siamo nell’era del consumismo assoluto in cui esce un nuovo prodotto ogni sei mesi, abbiamo una campagna marketing per un nuovo prodotto WOW praticamente ogni mese ed ogni volta, i grandi guru della comunicazione, ci propinano l’idea del dispositivo “migliore di sempre” descrivendo il “vecchio” come obsoleto. 

Cosa succede nella realtà quindi? Non ci vendono tecnologia, ci vendono il marketing. 


E cosa succede nella tecnologia? Non va avanti, o meglio, avanza con il contagocce in quanto ogni minima nuova feature viene installata nel modello successivo creando, a mio avviso, un panorama tecnologico arido e apparentemente saturo.

La dimostrazione più eclatante, e anche ciò che maggiormente si avvicina alla risoluzione del problema di inizio articolo, sta nell’iPhone 13 Pro presentato a Settembre 2021. 

Abbiamo uno smartphone che rasenta la perfezione nel suo essere “Pro”, portando nuove affascinanti funzionalità e che finalmente colma, in modo amatoriale, il gap con le fotocamere professionali, diventando ufficialmente la miglior fotocamera da portare con se per scattare improvvisando.

E’ dotato di tre ottiche:

  • Una grandangolare da 26mm
  • Un teleobiettivo da 77m
  • Un ultra grandangolare da 13mm

E produce file in ProRaw che, a differenza dei JPG non sono compressi ed hanno milioni di informazioni in più che in fase di editing fanno realmente la differenza.

Ho aspettato il Keynote di quest'anno peggio dei bot che aspettano il drop delle PS5 su Amazon e con il portafogli che, come un diavolo sulla spalla mi sussurrava di SPENDERE perchè c***o! Finalmente è arrivato ciò che aspettavo da anni.

Infatti questo iPhone porta con se nuove fantastiche funzionalità come la modalità cinematografica e la possibilità di registrare video in formato ProRes.


Analizziamole.

La modalità cinematografica, attualmente bloccata in 1080p 30fps, non fa altro che riprodurre l’effetto sfocato della modalità ritratto nei video.

Questa funzione è assolutamente strabiliante in quanto porta finalmente su uno smartphone la fantomatica profondità di campo, lo stacco dei piani tra soggetto e sfondo, e strizza l’occhio alle fotocamere professionali.


Il ProRes, invece, porta con se una piccola grande rivoluzione. In pratica si tratta di un formato video non compresso in HDR a 10 bit che produce file della dimensione media di 6gb al minuto.

Una follia che però è lo standard per produzioni video di alto livello perché, grazie alla quantità spropositata di informazioni immagazzinate nel file, è possibile realizzare video di qualità elevatissima su cui davvero non si hanno limiti di editing, ad esempio, sui colori.


Ma non perdiamoci in tecnicismi, non siamo qui per recensire un’aspirapolvere.


Queste due funzionalità hanno una cosa in comune: Sono entrambe possibili via software

Non c’è nulla di hardware che produce lo sfocato nei video in modalità cinematografica (o meglio si, c’è il processore, ma nulla avviene tramite le ottiche) e non c’è nessuna aggiunta particolare per realizzare i video in ProRes. 

Quindi cosa cambia? Perché queste funzioni ci sono sul 13 Pro e non sul 12 Pro che, dati alla mano, è stato uno degli iPhone più potenti di sempre (fino all’anno dopo xD)?


Il marketing. 

Il consumismo. 


Il processore che monta il 13 Pro svolge una funzione chiave ovviamente, avviene tutto grazie al neural engine presente all’interno dell’A15. 

Ma l’A14 era da meno? Avrebbe fatto peggio? Nope.

Semplice marketing e tecnologia in pillole.

Ed io, come un pirla, l’ho anche acquistato il 13 Pro che per carità, è fenomenale.

Ma è identico al 12 Pro esteticamente, quando l’ho scartato ho avuto paura che mi stessero dando il modello precedente.

L’esperienza d’uso tra i due smartphone non cambia minimamente e, sinceramente, non ha nulla di diverso dal mio “vecchio” iPhone 11.


E già si parla di iPhone 14. 

Già si pensa a quali fantomatiche migliorie ci saranno sulla base di questo.

Ogni iPhone, o prodotto tecnologico, è la base per vendere il prodotto successivo.


Oggi, il mio iPhone, è un iPhone qualunque.

Ed io, a settembre prossimo, me la prenderò altre 1309 volte in c**o.


Prodotti citati nell'articolo

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Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
January 2, 2022
-
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Cosa sono i Cookie e perchè dobbiamo accettarli?

Che fastidio sti banner da accettare, devo proprio?
Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
January 9, 2022
-
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In breve:

  • L'industria del caffè ci spia su whatsapp per venderci le cialde
  • I cookie non sono commestibili ma, bensì, son piccoli raccoglitori di informazioni
  • I cookie non sono tutti cattivi, ce ne sono di tutti i tipi
  • Il GDPR tutela noi, i nostri dati e la nostra privacy
  • Possiamo accettarli o rifiutarli, dipende da quanto siamo paranoici

Approfondiamo:

"AOH MA TUTTI STI BANNER PE ACCETTA' QUA E LA', CHE ME FREGA DE STI CUCHI"

Ammettiamolo, lo abbiamo esclamato tutti almeno una volta nella vita e magari in Italiano o in un dialetto diverso ahahah.

Quanto sono odiosi tutti i banner di avviso per accettare i "cookie", le privacy policy, le cookie policy, i terms of service eccetera, eccetera, eccetera?

Ebbene, per quanto possano essere noiosi, questi simpatici banner fanno una cosa fondamentale: tutelano la nostra privacy e i nostri dati. 

E' risaputo che, nel web, oramai c'è più traffico di dati che di utenti. Ognuno di noi ha un personalissimo "profilo pubblicitario" creato grazie alla raccolta di dati utilizzati, appunto, per inviare pubblicità mirate.

Quante volte abbiamo sentito da un parente, un amico o un collega "aoh, ieri sera ho scritto su uotsapp a mi moje de avè voja de na bella carbonara e eccallà, pubblicità su ricette, ova, guanciale e ristoranti. Ce spiano pure quanno annamo ar cesso".

La spiegazione è semplice, il nostro caro amico romano è stato vittima di un tracker. Il sistema esegue una profilazione degli utenti, elaborando i dati tramite sistema di tracciamento - operando spesso al limite del legalmente consentito -  ed ottenendo, come risultato, pubblicità specifiche e mirate in base all'analisi dell'utente in questione.

Ovviamente questo è un caso estremo - dicono che whatsapp non ci spia ma mi nonna non ci crede troppo - ma ecco un esempio concreto per capire come funziona la profilazione: prendiamo in esempio Facebook ed il pulsante "mi piace" di Facebook. Il suo uso, analizzato alla luce di appositi algoritmi, consente di profilare gli utenti del servizio, raffinandone le identità digitali e quindi, di conseguenza, gusti, idee e bisogni con cui propinare ads mirate ed efficaci.


Ma c'entra tutto sto sproloquio con i cookie e i banner odiosi? Andiamo al sodo. 


Cosa sono i Cookie?

I cookie sono una sorta di identificativo digitale e vengono sfruttati dalle applicazioni web per archiviare e recuperare informazioni a lungo termine, come ad esempio i dati di login e autenticazione, oppure come detto prima, di tracciare la navigazione dell'utente, ad esempio per fini statistici o pubblicitari.

In parole povere, un cookie non è altro che un piccolo file, memorizzato nel browser web, utile a salvare le preferenze utenze in modo da ottimizzare al massimo la user experience del sito web, o per analizzare e vendere i tuoi dati.

Esempi di dati salvati:

  • Login e logout
  • Carrello della spesa negli e-commerce
  • Percorsi dell'utente all'interno delle pagine del sito
  • Tipologia di dispositivo utilizzato e dati demografici
  • Preferenze tecniche come, ad esempio, la traduzione dei testa in una lingua specifica

Tipologie di Cookie

Fin troppo semplice come spiegazione vero? Non penserete mica che finisce qua. 

Esistono diversi tipi di questi malefici cookie che differiscono per ciclo di vita, provenienza e utilizzo:

  • Cookie di sessione, salvano i dati in modo temporaneo e svaniscono alla chiusura del browser
  • Cookie persistenti, salvano i dati per un determinato periodo di tempo comunicando al browser una specifica data di scadenza o intervallo di tempo in cui non è possibile cancellarli. Sono utili ad esempio per banner ed avvisi, utili a comunicare rapidamente con i visitatori del sito.
  • Cookie di prima parte, semplicemente i cookie inviati dal sito web e gestiti direttamente dal proprietario del sito stesso (io ad esempio sto testando un piccolo cookie persistente che mi permette di spiegare, a voi visitatori, come installare il sito come Web App sullo smartphone, che scade dopo 100 giorni e che probabilmente ho già tolto nel momento in cui stai leggendo questo articolo. Al sito piace cambiare, come le scale di Harry Potter).
  • Cookie di terze parti, appartenenti quindi a terzi e che inviano dati verso un altro sito web, utilizzati tipicamente da sistemi di analisi degli utenti come Google Analytics (dal 2022 Google ha annunciato lo stop al supporto di questa tipologia di cookie su Chrome, cambieranno un pò di cose).
  • Strettamente necessari, necessari per abilitare le funzionalità di base del sito web.
  • Marketing, utilizzati per fornire pubblicità più pertinente a te e ai tuoi interessi.
  • Personalizzazione, che consentono al sito web di ricordare le scelte che fai (come il tuo nome utente, la lingua o la regione in cui ti trovi).
  • Analytics, che aiutano a capire come funziona questo sito Web, come i visitatori interagiscono con il sito e se potrebbero esserci problemi tecnici.

I banner per il consenso

Ma quindi, dopo tutta sta lista di informazioni, a che servono sti banner in cui ogni volta dobbiamo accettare i cookie in cui, ovviamente, clicchiamo velocemente su ACCETTA TUTTI perchè iddio che sbatti??

Come anticipato prima, per la tutela di dati e privacy.

Dal 25 Maggio 2018, in Italia e nel resto d'Europa, è attivo il GDPR (regolamento generale sulla protezione dei dati).

Secondo la Commissione Europea "i dati personali sono qualunque informazione relativa a un individuo, collegata alla sua vita sia privata, sia professionale o pubblica. Può riguardare qualunque dato personale: nomi, foto, indirizzi email, dettagli bancari, interventi su siti web di social network, informazioni mediche o indirizzi IP di computer."

Per questo motivo anche i cookie devono assolutamente essere trattati come dati personali ed ogni sito web è obbligato ad informare ogni utente del modo in cui verranno tracciati e utilizzati i dati di navigazione (tramite cookie e privacy policy), predisponendo un sistema per consentire di dare un consenso esplicito sull'utilizzo dei dati da parte dei cookie; ecco il motivo dei noiosissimi banner in cui "accettare cose".

Insomma, un gran calderone di informazioni utili a capire una cosa: ogni volta che esce un banner per i cookie, pieni di conoscenza, al posto di imprecare fate un respiro profondo e con molta calma cliccate su "rifiuta tutti". Altrimenti accettate, al massimo vi arriverà pubblicità sulla parmigiana mangiata a pranzo, di cui avete raccontato i sapori al vostro fidato amico sui social.


Come se dice a Roma, quello che nun strozza ‘ngrassa.

Becca ‘sti spicci e se beccamo in giro nel web.

P.S. Non sono romano, oggi mi sono svegliato coatto.


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Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
January 9, 2022
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