Il contrappasso dei “nuovi” MacBook Pro

Potenza infinita, numeri da capogiro e ritorno al passato
Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
January 2, 2022
-
3
min read

In breve:

Approfondiamo:

Ho rinviato la scrittura di questo articolo molte volte perchè c***o se son brutti i nuovi Mac!

Oggi non parleremo di specifiche tecniche, ci sono migliaia di video tutti uguali in cui vengono lette le schede tecniche.

Ricordo le mie parole a settembre:

“se Apple presenta un nuovo Mac con M1 da 14” vendo tutto e lo acquisto al 1000%!”

E com’è andata? 

I 14” pollici sono arrivati e io non ho venduto nulla, non ho acquistato nulla e non penso di abbandonare il mio dignitosissimo MacBook Pro 16 acquistato a fine 2020.

Ma perché parliamo di “brutti Mac”?

È impossibile che il prodotto di un azienda che mette al centro dei propri prodotti il design non possa piacere!

Alla fine il bello e il brutto sono due facce della stessa medaglia e l’estetica, per quanto possa seguire regole oggettivamente accettate dalla massa, varia molto in base al gusto soggettivo.

Ma oggi non parliamo di un brutto prodotto ma, bensì, di un brutto passo indietro.


BASTA PORTE E TASTI FUNZIONE

Nel 2016 Apple ha fatto il passo più azzardato del mondo pc introducendo due elementi particolari e, per i tempi, forse decisamente controversi:

  • Touch Bar
  • Porte USB C

La Touch Bar consiste in un sottile schermo touch posto nella parte alta della tastiera, al posto dei comuni tasti funzione, ed è stata pensata per superare il più grande limite dei prodotti analogici.

La tastiera, essendo un oggetto materico, e quindi immutabile, si presenta con un numero limitato di tasti funzione che, nel 100% dei casi permettono di modificare:

  • Luminosità dello schermo
  • Luminosità della tastiera
  • Volume

Con la Touch Bar invece Apple ha ripensato l’esperienza di utilizzo della tastiera mostrando una lista di tasti funzione dinamica, permettendo di mostrare un tipo di funzioni differenti in base all’applicazione utilizzata. 

Banalmente, aprendo ad esempio un app come Word, al posto di avere i soliti tasti per modificare il volume - cosa che in un app per scrivere documenti non serve - mostra tasti per formattare il testo, cambiare carattere ecc. 

Insomma una cosa futuristica che prometteva di rivoluzionare l’esperienza utente, punto centrale del design di prodotto degli ultimi 10 anni, che…

…non hanno sviluppato.


RIECCO I TASTI FUNZIONE

La Touch Bar è diventata un pastrocchio di menu e sottomenu in cui l’esperienza al posto di migliorare è stata completamente eclissata da una interfaccia utente complessa e per niente rapida. 

Insomma, azioni semplici come alzare il volume sono diventate complicate.

E cosa ha fatto Apple? L’ha eliminata riportando sulla tastiera i “vecchi” tasti funzione statici e per niente personalizzabili. 

E le odiatissime USB-C? Eliminate.


RIECCO LE PORTE

I nuovi MacBook Pro, tra le innovazioni di questo scialbo 2021, presentano nuovamente le “vecchie” porte standard come lettore di schede SD e porta HDMI. 

Tutti hanno gridato al miracolo affermando che FINALMENTE Apple le ha rimesse.

Le porte USB-C  avevano portato nelle nostre case, e soprattutto nei nostri uffici, velocità di trasferimento pazzesche.

Avevamo un unica porta da cui far passare tutto:

  • File
  • Segnale video 
  • Connessione dati
  • E i dongle.

Odiosi dongle per collegare, però, periferiche esterne come le usatissime Schede SD.

Ed in un futuro in cui si va sempre verso il “Wireless”, quindi letteralmente senza cavi, Apple fa un enorme passo indietro eliminando l’innovazione della generazione precedente che, forse, era esageratamente prematura per un mondo ancora troppo poco disposto ai cambiamenti.

Insomma, le persone girano ancora in Panda e acquistano auto con il cambio manuale.


Quasi dimenticavo, hanno aggiunto un orribile Notch allo schermo distruggendo la pulizia delle linee del monitor. 


Ma questa è un’altra storia.

Prodotti citati nell'articolo

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Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
January 2, 2022
-
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Cosa sono i Cookie e perchè dobbiamo accettarli?

Che fastidio sti banner da accettare, devo proprio?
Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
January 9, 2022
-
6
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In breve:

  • L'industria del caffè ci spia su whatsapp per venderci le cialde
  • I cookie non sono commestibili ma, bensì, son piccoli raccoglitori di informazioni
  • I cookie non sono tutti cattivi, ce ne sono di tutti i tipi
  • Il GDPR tutela noi, i nostri dati e la nostra privacy
  • Possiamo accettarli o rifiutarli, dipende da quanto siamo paranoici

Approfondiamo:

"AOH MA TUTTI STI BANNER PE ACCETTA' QUA E LA', CHE ME FREGA DE STI CUCHI"

Ammettiamolo, lo abbiamo esclamato tutti almeno una volta nella vita e magari in Italiano o in un dialetto diverso ahahah.

Quanto sono odiosi tutti i banner di avviso per accettare i "cookie", le privacy policy, le cookie policy, i terms of service eccetera, eccetera, eccetera?

Ebbene, per quanto possano essere noiosi, questi simpatici banner fanno una cosa fondamentale: tutelano la nostra privacy e i nostri dati. 

E' risaputo che, nel web, oramai c'è più traffico di dati che di utenti. Ognuno di noi ha un personalissimo "profilo pubblicitario" creato grazie alla raccolta di dati utilizzati, appunto, per inviare pubblicità mirate.

Quante volte abbiamo sentito da un parente, un amico o un collega "aoh, ieri sera ho scritto su uotsapp a mi moje de avè voja de na bella carbonara e eccallà, pubblicità su ricette, ova, guanciale e ristoranti. Ce spiano pure quanno annamo ar cesso".

La spiegazione è semplice, il nostro caro amico romano è stato vittima di un tracker. Il sistema esegue una profilazione degli utenti, elaborando i dati tramite sistema di tracciamento - operando spesso al limite del legalmente consentito -  ed ottenendo, come risultato, pubblicità specifiche e mirate in base all'analisi dell'utente in questione.

Ovviamente questo è un caso estremo - dicono che whatsapp non ci spia ma mi nonna non ci crede troppo - ma ecco un esempio concreto per capire come funziona la profilazione: prendiamo in esempio Facebook ed il pulsante "mi piace" di Facebook. Il suo uso, analizzato alla luce di appositi algoritmi, consente di profilare gli utenti del servizio, raffinandone le identità digitali e quindi, di conseguenza, gusti, idee e bisogni con cui propinare ads mirate ed efficaci.


Ma c'entra tutto sto sproloquio con i cookie e i banner odiosi? Andiamo al sodo. 


Cosa sono i Cookie?

I cookie sono una sorta di identificativo digitale e vengono sfruttati dalle applicazioni web per archiviare e recuperare informazioni a lungo termine, come ad esempio i dati di login e autenticazione, oppure come detto prima, di tracciare la navigazione dell'utente, ad esempio per fini statistici o pubblicitari.

In parole povere, un cookie non è altro che un piccolo file, memorizzato nel browser web, utile a salvare le preferenze utenze in modo da ottimizzare al massimo la user experience del sito web, o per analizzare e vendere i tuoi dati.

Esempi di dati salvati:

  • Login e logout
  • Carrello della spesa negli e-commerce
  • Percorsi dell'utente all'interno delle pagine del sito
  • Tipologia di dispositivo utilizzato e dati demografici
  • Preferenze tecniche come, ad esempio, la traduzione dei testa in una lingua specifica

Tipologie di Cookie

Fin troppo semplice come spiegazione vero? Non penserete mica che finisce qua. 

Esistono diversi tipi di questi malefici cookie che differiscono per ciclo di vita, provenienza e utilizzo:

  • Cookie di sessione, salvano i dati in modo temporaneo e svaniscono alla chiusura del browser
  • Cookie persistenti, salvano i dati per un determinato periodo di tempo comunicando al browser una specifica data di scadenza o intervallo di tempo in cui non è possibile cancellarli. Sono utili ad esempio per banner ed avvisi, utili a comunicare rapidamente con i visitatori del sito.
  • Cookie di prima parte, semplicemente i cookie inviati dal sito web e gestiti direttamente dal proprietario del sito stesso (io ad esempio sto testando un piccolo cookie persistente che mi permette di spiegare, a voi visitatori, come installare il sito come Web App sullo smartphone, che scade dopo 100 giorni e che probabilmente ho già tolto nel momento in cui stai leggendo questo articolo. Al sito piace cambiare, come le scale di Harry Potter).
  • Cookie di terze parti, appartenenti quindi a terzi e che inviano dati verso un altro sito web, utilizzati tipicamente da sistemi di analisi degli utenti come Google Analytics (dal 2022 Google ha annunciato lo stop al supporto di questa tipologia di cookie su Chrome, cambieranno un pò di cose).
  • Strettamente necessari, necessari per abilitare le funzionalità di base del sito web.
  • Marketing, utilizzati per fornire pubblicità più pertinente a te e ai tuoi interessi.
  • Personalizzazione, che consentono al sito web di ricordare le scelte che fai (come il tuo nome utente, la lingua o la regione in cui ti trovi).
  • Analytics, che aiutano a capire come funziona questo sito Web, come i visitatori interagiscono con il sito e se potrebbero esserci problemi tecnici.

I banner per il consenso

Ma quindi, dopo tutta sta lista di informazioni, a che servono sti banner in cui ogni volta dobbiamo accettare i cookie in cui, ovviamente, clicchiamo velocemente su ACCETTA TUTTI perchè iddio che sbatti??

Come anticipato prima, per la tutela di dati e privacy.

Dal 25 Maggio 2018, in Italia e nel resto d'Europa, è attivo il GDPR (regolamento generale sulla protezione dei dati).

Secondo la Commissione Europea "i dati personali sono qualunque informazione relativa a un individuo, collegata alla sua vita sia privata, sia professionale o pubblica. Può riguardare qualunque dato personale: nomi, foto, indirizzi email, dettagli bancari, interventi su siti web di social network, informazioni mediche o indirizzi IP di computer."

Per questo motivo anche i cookie devono assolutamente essere trattati come dati personali ed ogni sito web è obbligato ad informare ogni utente del modo in cui verranno tracciati e utilizzati i dati di navigazione (tramite cookie e privacy policy), predisponendo un sistema per consentire di dare un consenso esplicito sull'utilizzo dei dati da parte dei cookie; ecco il motivo dei noiosissimi banner in cui "accettare cose".

Insomma, un gran calderone di informazioni utili a capire una cosa: ogni volta che esce un banner per i cookie, pieni di conoscenza, al posto di imprecare fate un respiro profondo e con molta calma cliccate su "rifiuta tutti". Altrimenti accettate, al massimo vi arriverà pubblicità sulla parmigiana mangiata a pranzo, di cui avete raccontato i sapori al vostro fidato amico sui social.


Come se dice a Roma, quello che nun strozza ‘ngrassa.

Becca ‘sti spicci e se beccamo in giro nel web.

P.S. Non sono romano, oggi mi sono svegliato coatto.


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Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
January 9, 2022
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